Rosa: Membro del Dipartimento DX presso ENTE AFFILIATO A ITTI. Ancora alle prime armi con il mondo digitale.
Mia: Responsabile del Dipartimento Trasformazione Digitale presso ENTE AFFILIATO A ITTI. Esperta e punto di riferimento per tutto il team.
🗨️ Prima di leggere l’articolo
Rosa
Mia, scusa se ti disturbo… Ho sentito parlare di “DX” ovunque ultimamente, ma in realtà non ho ancora capito bene di cosa si tratta. Me lo puoi spiegare?
Mia
Certo. In parole semplici, DX — cioè Trasformazione Digitale — significa cambiare il modo in cui un’organizzazione funziona, usando tecnologie come il cloud, i dati e l’intelligenza artificiale. Non è solo portare online quello che prima era su carta.
Rosa
Ah, quindi non basta avere un sito web o mandare email?
Mia
No, quello è solo la superficie. La vera DX va molto più in profondità: cambia i processi interni, il modo in cui si prendono le decisioni, il rapporto con i clienti. Siamo già nella fase in cui si riprogetta l’intera struttura organizzativa.
Rosa
Wow… ma questo riguarda solo le grandi aziende tecnologiche, no?
Mia
Per niente. Riguarda tutti: grandi e piccole imprese, pubblica amministrazione, sanità… Nessuno è escluso. E il ritmo sta accelerando moltissimo, soprattutto grazie all’IA.
Rosa
IA? Tipo ChatGPT e strumenti simili?
Mia
Sì, anche. Ma non solo chatbot. L’IA oggi serve per analizzare dati, automatizzare compiti ripetitivi, supportare decisioni strategiche. Secondo l’OCSE, le aziende che usano l’IA sono passate dall’8,7% nel 2023 a oltre il 20% nel 2025. In due anni, più del doppio.
Rosa
Davvero?! E il mondo è tutto allo stesso livello?
Mia
Purtroppo no. Ci sono ancora 2,2 miliardi di persone senza accesso a internet, concentrate soprattutto nei paesi a basso e medio reddito. Il punto di partenza è molto diverso da paese a paese.
Rosa
Allora non è una gara equa…
Mia
No, non lo è. E il divario si sta allargando, non restringendo. Chi è già avanti accelera ancora di più, chi è indietro fa fatica a stare al passo.
Rosa
Ma allora le aziende comuni cosa devono fare? Da dove si comincia?
Mia
Domanda giusta. Trovi tutte le risposte nell’articolo qui sotto — ci sono dati aggiornati al 2026 e indicazioni molto concrete. Leggilo con calma, vale la pena.
Rosa
Sì, sì, lo leggo subito!
Cos’è la DX oggi?
La DX non significa semplicemente convertire documenti cartacei in file digitali o spostare le procedure allo sportello su un sito web. Quello che sta succedendo nel mondo è qualcosa di più profondo: cloud, dati e intelligenza artificiale vengono usati per ridisegnare da zero i flussi di lavoro, l’esperienza dei clienti, i processi decisionali e i servizi pubblici.
In altre parole, la fase in cui si “sostituiva l’analogico con il digitale” è praticamente superata. Ora siamo nella fase in cui si riprogetta l’intera struttura organizzativa.
Il World Economic Forum indica la diffusione della connettività digitale e le tecnologie di IA e trattamento delle informazioni come i fattori principali che influenzeranno le trasformazioni aziendali entro il 2030.
Il punto di partenza non è uguale per tutti
Su scala globale, la DX sta avanzando. Ma le condizioni di partenza sono tutt’altro che eque.
Secondo l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU, edizione 2025), circa tre quarti della popolazione mondiale usa internet. Sembra tanto, ma significa anche che 2,2 miliardi di persone sono ancora completamente offline, e la maggior parte si concentra nei paesi a basso e medio reddito.
Quindi no, il mondo non parte dallo stesso punto. Le differenze in infrastruttura di rete, costi, dispositivi e competenze digitali si traducono direttamente in differenze nella velocità della trasformazione digitale.
L’IA al centro della DX aziendale
Nel settore privato, il baricentro della DX si è spostato chiaramente verso l’intelligenza artificiale.
Secondo l’OCSE, nei paesi con dati disponibili, la quota di aziende che utilizzano l’IA è passata dall’8,7% nel 2023 al 20,2% nel 2025. Più del doppio in due anni. E nel 2025 il tasso di crescita nell’adozione aziendale dell’IA è stato del 42,4%.
Questo significa che l’IA non è più un esperimento riservato ai giganti tech. Sta entrando nei processi quotidiani delle aziende comuni. La competizione oggi non è più “chi è digitale e chi no”, ma fino a che punto l’IA è integrata nel lavoro reale.
La DX nella pubblica amministrazione: un quadro disomogeneo
Il GovTech Maturity Index 2025 della Banca Mondiale ha analizzato 197 economie per misurare la maturità digitale del settore pubblico.
I risultati: il gruppo più avanzato (A) comprende 80 economie, il 41% del totale. Il gruppo più arretrato (D) ne conta 28, il 14%. A prima vista sembra un quadro positivo, ma lo stesso rapporto evidenzia che il divario tra gruppo A e gruppo D si è ampliato rispetto al 2022.
Inoltre, circa l’80% dei paesi ad alto reddito si colloca nei gruppi A o B, mentre circa l’85% dei paesi a basso reddito resta nei gruppi C o D. In sintesi: chi è avanti accelera, chi è indietro rischia di restare sempre più indietro.
Rosa
Aspetta — cos’è il “GovTech Maturity Index”? Sembra una cosa complicatissima…
Mia
È più semplice di quanto sembra. È un indice della Banca Mondiale che misura quanto i governi siano “digitalmente maturi”. Guarda cose come: i servizi pubblici sono online? I dati vengono condivisi tra ministeri? L’identità digitale funziona? Più il punteggio è alto, più l’amministrazione è moderna e digitale.
Perché il divario si allarga: infrastruttura, dati, competenze
La differenza tra paesi non dipende solo dalla disponibilità di strumenti tecnologici. Il Technology and Innovation Report 2025 dell’UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo) indica tre leve fondamentali per lo sviluppo nell’era dell’IA: infrastruttura, dati e competenze.
Lo stesso rapporto segnala che, delle 89 strategie nazionali sull’IA identificate, solo 6 appartengono a paesi meno sviluppati.
Il punto cruciale è questo: comprare un modello di IA non basta. Senza una rete di comunicazione stabile, dati utilizzabili e persone capaci di gestire il sistema, la DX non funziona. La competizione futura non sarà solo sulla potenza dei modelli, ma sulla capacità di costruire le fondamenta per farli funzionare.
L’impatto sull’occupazione
Gli effetti sull’occupazione non possono più essere ignorati.
Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum stima che, entro il 2030:
170 milioni di nuovi posti di lavoro verranno creati
92 milioni verranno sostituiti
Con un saldo netto positivo di 78 milioni di posti
Inoltre, circa il 40% delle competenze richieste cambierà. L’86% delle aziende considera l’IA e le tecnologie informatiche un fattore di trasformazione cruciale, mentre il 60% indica la diffusione della connettività digitale.
Quindi no, “l’IA cancella tutti i lavori” è una semplificazione. Nella realtà, i lavori non scompaiono in massa: cambiano contenuto, e le competenze necessarie si rinnovano.
Il futuro dell’IA: sostituzione o integrazione?
La risposta breve: l’IA si integrerà nel lavoro umano piuttosto che sostituirlo completamente.
Secondo l’FMI, circa il 40% dell’occupazione mondiale è esposta all’influenza dell’IA, e nei paesi avanzati la percentuale sale al 60%. Ma non tutto si traduce in perdita di posti. L’FMI stima che, nei paesi avanzati, circa la metà dei lavori esposti potrebbe beneficiare dell’IA attraverso un aumento della produttività, mentre l’altra metà potrebbe subire una riduzione della domanda di lavoro o pressioni salariali.
L’IA del futuro, quindi, non è “la macchina che rimpiazza tutti”. È piuttosto una tecnologia che automatizza alcune cose, ne supporta altre e ristruttura certi ruoli professionali.
Rosa
Quindi… se ho capito bene, l’IA non cancella tutti i lavori, ma ne cambia il contenuto? E le aziende non devono solo “comprare l’IA”, ma ripensare anche come lavorano le persone?
Mia
Esattamente. Pensa a un ristorante che introduce un sistema di ordini digitale. I camerieri non spariscono. Il loro ruolo cambia: meno ordini a voce, più assistenza ai clienti. Con l’IA nelle aziende è la stessa cosa. Lo strumento cambia, e con esso cambia il ruolo delle persone.
Rosa
Ah, capito! Allora la domanda giusta non è “l’IA mi ruba il lavoro?” ma “come cambia il mio lavoro con l’IA?”
Come si muovono le aziende
I dati confermano questa direzione.
Secondo il World Economic Forum:
Il 50% delle aziende prevede di riorientare il business in base alle nuove opportunità generate dall’IA
Il 77% intende investire nella riqualificazione e nella formazione continua del personale
Ma il 41% prevede anche di ridurre il personale grazie all’automazione
Quindi non è solo questione di “rendere tutto più facile con l’IA”. Le aziende stanno già pensando a ricollocamento, formazione e riorganizzazione dei ruoli. La vera sfida della DX non è adottare strumenti, ma ridisegnare il ruolo delle persone.
Gli investimenti: una corsa molto sbilanciata
Sul fronte degli investimenti, la competizione globale sull’IA è fortemente concentrata.
Secondo lo Stanford AI Index 2025:
Gli investimenti aziendali in IA nel 2024 hanno raggiunto 252,3 miliardi di dollari
Gli USA guidano con 109,1 miliardi di dollari di investimenti privati
La Cina segue con 9,3 miliardi
Il Regno Unito con 4,5 miliardi
Questo dimostra che i benefici dell’IA non sono distribuiti equamente. Capitali, talenti e risorse di calcolo si concentrano in pochi paesi. Se la DX globale diventa sempre più centrata sull’IA, questo divario negli investimenti diventerà direttamente un divario competitivo.
Le prestazioni dell’IA crescono a velocità impressionante
Sempre dallo Stanford AI Index: nel benchmark SWE-bench, che misura la capacità dell’IA di risolvere problemi software reali, il punteggio è passato dal 4,4% nel 2023 al 71,7% nel 2024.
Questo non è solo “scrivere testi migliori”. L’IA sta migliorando rapidamente in ambiti operativi concreti. Però attenzione: prestazioni migliori non significano automaticamente un utilizzo sicuro. Più l’IA diventa potente, più servono garanzie su errori, responsabilità, diritti d’autore, sicurezza e pregiudizi. La competizione futura sarà su chi riesce a far convivere alte prestazioni e utilizzo sicuro.
Regole e normative: il quadro si sta definendo
Proprio per questo, la regolamentazione sta avanzando a ritmo serrato.
L’AI Act dell’UE è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e sarà pienamente applicabile dal 2 agosto 2026. Già dal 2 febbraio 2025 sono in vigore i divieti e gli obblighi di alfabetizzazione sull’IA. Dal 2 agosto 2025 entreranno in vigore le norme sui modelli di IA general-purpose e le disposizioni di governance.
Negli Stati Uniti, il NIST ha pubblicato il 26 luglio 2024 un profilo di gestione del rischio specifico per l’IA generativa.
Il messaggio è chiaro: la DX del futuro non si valuta solo sulla velocità di sviluppo, ma anche sulla capacità di operare in sicurezza, spiegare le proprie scelte e rispettare le regole.
Aggiornamento marzo 2026
Tra le novità più recenti, il 19 febbraio 2026 l’OCSE ha pubblicato l’OECD.AI Index, un quadro che misura in modo integrato le capacità e le politiche sull’IA di ciascun paese.
Questo conferma che la competizione non è più “chi costruisce il modello più potente”, ma una gara di capacità complessiva: ricerca, talenti, investimenti, regole, implementazione. D’ora in poi, non basta avere un’IA performante. Serve anche saperla integrare nella società, gestirla in modo operativo e contenere rischi e incidenti.
Conclusione
Se si dovesse riassumere la DX mondiale in una frase, sarebbe questa: “L’era della digitalizzazione è finita. È iniziata l’era in cui si ricostruiscono le organizzazioni partendo dall’IA.”
I paesi e le aziende che vinceranno sono quelli che:
Costruiscono infrastrutture di rete solide
Possiedono dati utilizzabili
Formano persone capaci di lavorare con l’IA
Adottano sistemi per un uso sicuro dell’IA
Al contrario, chi si ferma all’adozione di strumenti senza ripensare processi e persone resterà indietro.
Il futuro dell’IA non è “luminoso o oscuro”. La realtà è più semplice: chi si prepara avanza, chi non si prepara resta indietro. E la DX mondiale è esattamente al punto in cui questa differenza comincia a vedersi chiaramente.
Se questo articolo ti è stato utile, condividilo con chi potrebbe trarne beneficio.
Grazie per aver letto fino alla fine.
📖 Dopo la lettura
Rosa
Ho letto tutto! Onestamente, non pensavo che la situazione fosse così… articolata. Adesso capisco molto meglio. Il punto non è solo “usare l’IA”, ma costruire tutto il sistema attorno: infrastruttura, competenze, regole. È davvero un pacchetto completo.
Mia
Oh, l’hai letto davvero tutto? Sono quasi sorpresa. Pensavo ti saresti fermata a metà, magari nella parte sugli investimenti. …Comunque, capire è solo il primo passo. Applicare è tutta un’altra storia.
Rosa
Uffa, sei sempre così… Ma grazie, Mia. Senza le tue spiegazioni all’inizio probabilmente avrei fatto fatica ad entrare nell’argomento. Il GovTech Index e quel discorso sulla capacità complessiva erano parecchio densi, ma ce l’ho fatta. Grazie davvero!